Green Economy Report 2018

I Benefici Ambientali

IL BILANCIO AMBIENTALE DEL SISTEMA REMEDIA

La metodologia del Life Cycle Assesment ha consentito di calcolare le impronte ambientali della filiera Remedia, ottenendo una valutazione dei costi e dei benefici ambientali derivanti dall’attività svolta dal Consorzio.

I benefici ambientali sono stimati secondo l’approccio del “prodotto evitato”, che misura l’impatto ambientale positivo derivante dall’impiego di una materia prima seconda al posto di materia prima vergine.

237 MILA tCO2eq EVITATE, pari al fermo di 72 mila auto*

Nel 2018 il bilancio di Carbon Footprint di Remedia è pari a 236.694 tCO2eq evitate. Su questo dato incidono i clorofluorocarburi (CFC) e gli idrofluorocarburi (HFC), gas contenuti all’interno di frigoriferi e altre apparecchiature dell’R1, caratterizzati da un potenziale climalterante molto elevato: 1 kg di CFC ha lo stesso impatto di oltre 12 t di CO2. Nonostante l’aumento dei flussi gestiti dal Consorzio, il bilancio di Carbon Footprint si è ridotto del 23% proprio a seguito dei minori quantitativi di CFC e HFC avviati a smaltimento termico (54 t nel 2018 rispetto alle 98 t del 2017) grazie agli effetti del Protocollo di Montréal del 1987 che ha progressivamente bandito l’uso di questi gas.

Anche non contabilizzando i benefici legati alla loro corretta gestione (nel 2018 pari al 36% del totale), il bilancio sarebbe comunque positivo per 117.583 tCO2eq evitate, 30% in più rispetto al 2017, in linea con l’aumento dei quantitativi trattati.

Con riferimento ai benefici generati dal solo recupero di materia, pari a 205.473 tCO2eq, oltre la metà delle emissioni evitate è riconducibile al riciclo di metalli ferrosi e alluminio. Quest’ultimo, nonostante rappresenti il 4% dei quantitativi avviati a riciclo nel 2018, è responsabile di quasi un quinto dei benefici complessivi dell’attività di riciclo svolta dal Consorzio. L’impiego di questa materia prima seconda consente di evitare le emissioni connesse alla produzione di bauxite (principale minerale dal quale si estrae l’alluminio) caratterizzata da processi di lavorazione energivori e da metodologie di estrazione in miniere a cielo aperto fortemente inquinanti, responsabili di rilevanti fenomeni di deforestazione.

* che percorrono in un anno 20.000 km/che percorrono in un anno 20.000 km

2 MILIONI di m3 di ACQUA RISPARMIATA, il volume di 800 piscine olimpioniche

Nel 2018 il bilancio idrico connesso alla gestione dei rifiuti tecnologici da parte del sistema Remedia evidenzia un quantitativo netto di acqua risparmiata (o non inquinata) pari a 2.059.998 m3, in crescita rispetto al 2017 (+15%).

Rispetto alle altre 3 impronte ambientali analizzate, per i 2.747.755 m3 di acqua risparmiati o non inquinati grazie al solo riciclo, si registra il contributo più elevato da parte dei metalli, pari all’80% dei benefici totali. Tale risultato è riconducibile principalmente al rame e al ferro, prevalentemente presenti nei raggruppamenti R1, R3 e R4. Nonostante il rame pesi solamente il 4% sul totale dei materiali avviati a recupero di materia nel 2018, il beneficio che deriva dal suo riciclo è il più rilevante: questo dato è influenzato in modo particolare dall’alto potere inquinante delle falde acquifere che ne caratterizza il processo di produzione.

227 MILA t di MATERIE PRIME RISPARMIATE, pari al peso di 22 torri Eiffel

Nel 2018 il bilancio di Material footprint della gestione dei rifiuti tecnologici svolta dal sistema Remedia è, delle 4 impronte ambientali analizzate, quello che presenta i progressi più marcati rispetto all’anno precedente, con un risparmio netto di materie prime che raggiunge le 226.917 t, +28% rispetto al 2017. Tale miglioramento è strettamente correlato all’aumento dei quantitativi trattati dal Consorzio, che tra il 2017 e il 2018 sono aumentati del 39%, e quindi dai maggiori volumi di materia prima seconda generata.

Sulle 292.515 t di materie prime risparmiate grazie al solo recupero di materia, il riciclo del ferro pesa il 43%, rappresentando circa 1/3 dei materiali complessivamente recuperati dal Consorzio nel 2018.

Al secondo posto, in termini di benefici generati dal riciclo, troviamo il piombo, contenuto nelle pile e accumulatori. Quest’ultima categoria di rifiuti tecnologici, infatti, pur rappresentando una quota pari solo al 9% dei quantitativi avviati a recupero di materia nell’anno, è responsabile di quasi il 20% del beneficio generato dal riciclo, in particolare a causa dell’impronta significative del piombo in essi contenuto.

1.067 ETTARI di SUOLO RISPARMIATO, pari a 1.500 campi da calcio

Nel 2018 il bilancio di Land footprint della gestione dei rifiuti tecnologici da parte del sistema Remedia evidenzia un quantitativo netto di suolo non consumato pari a 1.067 ettari, +19% rispetto al 2017.

Dei 1.323 ettari di terreno risparmiati grazie al solo recupero di materia, diversamente dalle altre footprint, il principale contributo non è riconducibile ad un metallo ma al vetro (proveniente prevalentemente dagli R3) che concorre quasi alla metà del relativo beneficio ambientale. Questo grazie all’evitato utilizzo di silice e quarzo vergini, materie prime base di vetri e ceramiche, la cui produzione determina una forte pressione sul territorio causata dallo sfruttamento di giacimenti minerari a cielo aperto con ampie estensioni di suolo compromesso. I metalli contribuiscono al beneficio complessivo per il 54,8%: principalmente il rame e il ferro. Il riciclo di rame comporta benefici proporzionalmente maggiori rispetto agli altri metalli, in quanto la sua produzione da materia prima vergine richiede il consumo di enormi quantitativi di terreno, a causa dello sfruttamento minerario dei giacimenti e della bassa concentrazione di rame nelle rocce scavate (appena l’1% in peso).

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