Green Economy Report 2018

I Benefici Economici

Oltre 52 MILIONI DI EURO di importazioni evitate

L’industria del riciclo nazionale permette, attraverso la produzione di materie prime seconde, di evitare l’importazione di materie prime, generando un vantaggio economico netto per il Paese, che in prima approssimazione, può essere quantificato applicando ai quantitativi dei singoli materiali recuperati i rispettivi prezzi di mercato.

Questo vantaggio si traduce in larga parte in un nuovo flusso economico che, grazie all’attività svolta da sistemi come Remedia, alimenta un’economia fortemente legata al territorio, come quella del riciclo.

Analizzando i materiali a maggiore valore aggiunto riciclati da Remedia nel 2018, rappresentativi di circa l’84% dei quantitativi avviati a recupero di materia, il Sistema Collettivo ha contribuito a risparmiare 52,2 Mln di euro di importazioni di materie prime, circa il doppio rispetto al 2016. I metalli rappresentano la gran parte di questo valore aggiunto, primo tra tutti il piombo che da solo consente un risparmio di oltre 13,5 Mln di euro. Molto importante anche il contributo del rame, pari a oltre 13 Mln di euro e quello del rottame in ferro, 9 Mln di euro. Il riciclo di alluminio e zinco porta, invece, a un risparmio complessivo di oltre 8 Mln di euro nel 2018. Plastica e vetro, infine, contribuiscono rispettivamente a oltre 6 Mln di euro e a circa 1 Mln di euro in termini di importazioni evitate.

Come anticipato, rispetto al 2016 i prezzi medi di mercato di questi materiali hanno subito spesso aumenti anche significativi, come nel caso del rottame in ferro (+45%) e dello zinco (+30%). Questo ha portato un ulteriore vantaggio, in quanto la variazione dei prezzi di mercato dei materiali, messa in relazione all’attività di riciclo degli stessi, dà vita a uno scenario particolare: più i prezzi delle materie prime di importazione sono bassi, fatto potenzialmente positivo per la competitività del sistema Paese, minore diventa il vantaggio di un’industria del riciclo, in quanto si predilige l’acquisto di materie prime vergini a discapito delle materie prime seconde.

Oltre 25 MILIONI DI EURO di valore economico distribuito dal Consorzio

Remedia come Consorzio non profit non persegue l’obiettivo di aumentare nel tempo i propri ricavi, che sono infatti costituiti principalmente dai contributi versati dai produttori a copertura dei costi di gestione delle AEE giunte a fine vita, quanto quello di massimizzare le proprie performance ambientali nel modo economicamente più efficiente, mirando a ridurre i contributi richiesti per unità di rifiuti gestiti. Misurare questi progressi non è semplice, a causa delle numerose variabili che rendono difficile il confronto a cominciare dalle oscillazioni dei prezzi delle materie

Nel 2018 Remedia genera un valore economico pari a 26,9 milioni di euro, in gran parte derivante dal contributo ambientale versato al Consorzio dai produttori (92%) e per la parte restante da altri ricavi e proventi finanziari della gestione ordinaria e straordinaria (8%). Il valore economico generato dal Consorzio nel 2018 registra un incremento del 59% rispetto al 2016, aumento trainato soprattutto dalla progressiva crescita del numero di associati.

25,2 milioni di euro, il 94% del valore economico generato, sono stati distribuiti nel sistema Remedia a copertura dei costi sopportati per le attività di raccolta e recupero dei rifiuti. Di questi oltre la metà è stato utilizzato per sostenere i costi diretti di raccolta e trattamento, mentre poco meno di un terzo è stato erogato a supporto del funzionamento del sistema nazionale di gestione dei RAEE domestici e dei rifiuti di pile e accumulatori.

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